Di ritorno…

asinoSin dal mattino, la testa ancora vòlta verso la parete, e prima ancora d’aver visto, sopra i grandi tendaggi della finestra, di qual colore fosse la striscia luminosa del giorno, sapevo già che tempo faceva. Me lo avevano appreso i primi rumori della strada, secondo che mi giungevano smorzati e deviati dall’umidità o vibranti come frecce nell’area risonante e vuota d’un mattino spazioso, glaciale e puro; sin dal rotolío del primo tram, avevo intuito se se ne stava intirizzito nella pioggia o se era in partenza per l’azzurro (M. Proust).

Dopo mesi di silenzio torno a scrivere. E torno come da un viaggio in fondo mai interrotto, a volte faticoso, altre doloroso ma che in fondo ha ingrandito il mio fagottino di esperienze e di coraggio, di voglia di andare avanti e non fermarmi mai.

Colpita anch’io dalla “crisi”, forse più da una crisi dei valori che economica, mi sono ritrovata a naufragare nel mare dei disoccupati e dei confusi! Ma ho deciso di vivermi questo tempo cercando di allontanare le ansie, per quanto possibile, e di accogliere tutto ciò che di positivo poteva arrivare. Ho così scelto di intraprendere il “viaggio dell’asinello” e di muovermi più lentamente, cercando di non ragionare troppo su tutti i nuovi cambiamenti ma di seguirli, comprendendo che nella vita possiamo trovare altre alternative e vivere con più serenità ciò che ci accade. Provo così, ancora ora, ad imparare ad aprirmi a modi di vedere e di pensare a cui non ero abituata  per scoprire nuove opportunità.

E di cose belle in fondo me ne sono successe.

Il progetto dell’ osservatorio si é ingrandito e l’idea di fare rete  é diventata realtà. Altri progetti stanno decollando pian piano, ed anche se ancora non ho un lavoro mi sento in cammino e carica di energie!

Verità

La verità non sta in un solo sogno, ma in molti sogni…

Tra due ore mi metterò in viaggio alla volta di una lunga settimana di lavoro fuori sede.

E’ questo un periodo particolarmente intenso, carico di tensioni e di pensieri. Ogni giorno mi ritrovo a dovermi confrontare con mille difficoltà, con tante persone e col loro modo di affrontare le cose. La rabbia è stata tanta ultimamente, soprattutto quando ho visto agire, in nome di un ideale, spinti da personalismi, interessi ed egoismo.

Parto, consapevole che sarà un altro viaggio di scontri, con la speranza di trasformarli in confronti, in crescita, in capacità di trasformare la passione per le idee in voglia di andare avanti insieme, e non di cerare spaccature inutili.

Mi sono chiesta se e quanto sia giusto tutto questo… è forse giusto che le cose vadano così, che si perda il senso di appartenenza ad un ideale comune per non rischiare di perdere il senso di appartenenza a sè stessi?

Il problema non è avere nella testa delle idee, né di trasmetterle anche con piglio, ma l’ostentazione della conoscenza, l’ elaborazione ideologica dei fatti chiusa in un cassetto, perchè quella è Verità eticamente certificata, a mio avviso corrisponde a distruggere fortemente l’essenza stessa delle ragioni di un movimento. La molteplicità è tondità, non è separazione, e quindi non può che appartenere all’Unità, e ciò che resta intero dopo aver subito gli strappi esistenziali non può che essere Verità.

Parto allora alla ricerca della Verità, seguendo ciò che diceva Eraclito: “Non troverai mai la verità se non sei disposto ad accettare anche ciò che non ti aspetti“.