18 Dicembre: la proposta di decriminalizzazione all’ONU

images1E’ probabile che oggi venga letta la dichiarazione sull’ orientamento sessuale e sull’identità di genere.
Ecco quanto riportato da Stephen Barris:
“Cari tutti,
è impossibile, in questa fase, sapere a che ora sarà dato l’ordine del giorno in quanto dipende dalle discussioni che avranno luogo prima della dichiarazione (su una vasta gamma di argomenti)”.

Se si desidera seguire la diretta, suggeriamo di seguire:

http://www.un.org/webcast/
Selezionare l’immagine dell’Assemblea Generale sotto lo schermo.

– Stampa del giorno:

http://www.un.org/ga/third/63/ac363infdoc.pdf

Guarda i punti dell’agenda, 64 (b)

– E’ possibile seguire le webcast regolarmente per avere un’idea di quando la dichiarazione, il contatore della risoluzione e una possibile discussione si svolgeranno.

È anche possibile visitare il sito i giorni seguenti e cercare i punti dell’agenda 64 (b) archiviati nel video del 18 dicembre.

http://www.un.org/webcast/2008.html

Aggiornamento del 19 Dicembre:

Sessantasei paesi hanno firmato una dichiarazione congiunta a sostegno dei diritti umani LGBT, che è stata depositata presso l’Assemblea generale delle Nazioni Unite il 18 dicembre 2008. L’elenco completo é il seguente:

Albania, Andorra, Argentina, Armenia, Australia, Austria, Belgio, Bolivia, Bosnia ed Herzegovina, Brasile, Bulgaria, Canada, Capo Verde, Repubblica Africana Centrale, Cile, Colombia, Croazia, Cuba, Cipro, Repubblica Ceca, Danimarca, Ecuador, Estonia, Finlandia, Francia, Gabon, Georgia, Germania, Grecia, Guinea-Bissau, Ungaria, Iceland, Irlanda, Israele, Italia, Giappone, Latvia, Liechtenstein, Lithuania, Lussemburgo, Malta, Mauritius, Messico, Montenegro, Nepal, Netherlands, Nuova Zealanda, Nicaragua, Norvegia, Paraguay, Polonia, Portogallo, Romania, San Marino, Sao Tome e Principe, Serbia, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Svezia, Svizzera, l’ex Repubblica di Macedonia, Timor-Leste, Gran Bretagna, Uruguay, e Venezuela.

Gli assenti più importanti sono stati gli Stati Uniti e il Sud Africa.

La dichiarazione delle Nazioni Unite, che include una richiesta per la depenalizzazione dell’omosessualità in tutto il mondo, è stata letta dall’ Argentina.

Qui si sta facendo la storia. E’ la prima volta che l’Assemblea generale delle Nazioni Unite si sia presentata con una dichiarazione dei diritti umani a sostegno di gay, lesbiche, bisessuali e transessuali. Difendere questa dichiarazione presso le Nazioni Unite è il risultato di un ispirato sforzo collettivo a livello mondiale di molte organizzazioni LGBT e per i diritti umani. La nostra collaborazione, coesa e solidale ci ha procurato questo successo “, ha detto Peter Tatchell del movimento britannico per i diritti umani LGBT  “Outrage!“, che si è impegnato per convincere i Paesi a sostenere la dichiarazione.

Depenalizzare l’omosessualità in tutto il mondo è una battaglia per i diritti umani“, ha aggiunto Louis-Georges Tin, Presidente e fondatore della Giornata internazionale contro l’omofobia (IDAHO), che nel 2006 ha avviato la campagna globale per porre fine alla criminalizzazione delle relazioni tra persone dello stesso sesso e garantito il sostegno di decine di personalità internazionali, che vanno da Premi Nobel a scrittori, il preti, attori, musicisti e docenti universitari.

IDAHO ha lavorato sodo per due anni per far conoscere questo problema. Per noi, questa è una grande conquista. Voglio ringraziare le tante altre persone e organizzazioni che hanno lavorato con noi fin dall’inizio, anche più recentemente. Vorrei anche ricordare a tutti che porre fine alla criminalizzazione dell’amore omosessuale sarà una lunga e difficile battaglia. Amare non è un crimine “.

IDAHO esprime il suo particolare apprezzamento per il segretario di Stato francese per i diritti umani, la signora Rama Yade, per il suo ruolo nell’organizzazione di questa dichiarazione e nell’ averla portata alle Nazioni Unite“, ha detto Mr. Tin.

Mr. Tatchell ha aggiunto:

L’originale iniziativa della campagna per la depenalizzazione universale dell’omosessualità è nata grazie all’ ispirazione del fautore francese nero attivista gay e attivista dei diritti, Louis-Georges Tin, coordinatore della Giornata internazionale contro l’omofobia (IDAHO). Ha convinto il governo francese, che ha accettato di farsi carico dell’iniziativa di organizzare la presentazione della dichiarazione alle Nazioni Unite.

Oltre a Idaho, rendo omaggio al contributo di convincimento di Amnesty International; ARC International, Centro per le donne della Global Leadership; COC Netherlands; Global Rights; Human Rights Watch; il Comitato Internazionale per Idaho (la Giornata internazionale contro l’omofobia) ; Internazionale Gay e Lesbiche Commissione per i diritti umani (IGLHRC); International Lesbian, Gay, Bisexual, Transgender and Intersex Association (ILGA); International Service for Human Rights; Pan Africa ILGA; and Public Services International“.

La dichiarazione delle Nazioni Unite va ben oltre il tentativo di depenalizzare gli atti omosessuali. Essa condanna tutte le violazioni dei diritti umani basate sull’orientamento sessuale e l’identità di genere, invita i paesi a proteggere i diritti umani delle persone GLBT e ad assicurare alla giustizia coloro che violano tali diritti, e chiede che i difensori dei diritti umani che si oppongono alla vittimizzazione omofoba e transfobica siano ammessi a svolgere il loro patrocinio e il lavoro umanitario senza ostacoli.

Anche se non vincola gli Stati membri, questa dichiarazione di principio presso le Nazioni Unite ha un immenso valore simbolico, dal momento che 60 anni di presecuzioni omofobiche e transfobiche sono state ignorate dall’ Assemblea Generale delle Nazioni Unite”.

I diritti umani GLBT sono stati, comunque, sollevati in precedenza in altre riunini e commissini delle Nazioni Unite. Nel 1994 nella sentenza Toonen contro l’Australia, il Comitato per i Diritti Umani delle Nazioni Unite ha stabilito che l’orientamento sessuale è uno status che va protetto dalla discriminazione in base alla Convenzione Internazionale sui diritti civili e politici.

Anche oggi, nememno una singola convenzione internazionale per i diritti umani riconosce esplicitamente i diritti umani delle persone GLBT. Il diritto di amare fisicamente la persona scelta non è sancito da nessuna parte in modo chiaro in nessuna legge umanitaria. Nessuna convenzione riconosce espressamente i diritti sessuali come diritti umani. Nessuna offre esplicita tutela contro le discriminazioni fondate sull’orientamento sessuale o l’identità di genere“.

Alcuni strumenti internazionali per i diritti umani sono, naturalmente, stati interpretati per includere l’orientamento sessuale, ma ciò non coincide con l’esplicita proibizione che esiste in materia di discriminazione basate sulla razza, nazionalità, sesso e così via.

Attualmente, 86 paesi (quasi la metà delle nazioni sulla Terra) hanno ancora un divieto totale per l’ omosessualità maschile e un numero minore un divieto anche per il sesso tra donne. Le sanzioni in questi paesi vanno da pochi anni di carcere all’ergastolo. In almeno sette paesi o regioni di paesi (tutti sotto giurisdizione islamica), la sentenza è la morte, tra cui l’Arabia Saudita, Iran, Yemen, Sudan, Mauritania e zone della Nigeria e Pakistan “, ha dichiarato l’onorevole Tatchell.

Depenalizzazione omosessualità: la proposta verrà presentata il 18 Dicembre

ramaLa Segretaria di Stato per i diritti umani francese, Rama Yade, si recherà al quartier generale delle Nazioni Unite questa settimana per “promuovere” un progetto di dichiarazione sulla depenalizzazione dell’omosessualità fortemente osteggiato dal Vaticano.

Per promuovere questa dichiarazione, Rama Yade si recherà in visita a New York il 18 dicembre insieme a Maxime Verhagen, Ministro degli Affari Esteri dei Paesi Bassi, un evento a margine dell ‘Assemblea Generale, cui si uniranno molti altri Paesi” – ha dichiarato il vice portavoce del Ministero degli Affari Esteri, Frederic Desagneaux.

Mr Desagneaux ha ricordato l’impegno di Rama Yade per un testo “che richiama alla depenalizzazione universale dell’omosessualità “.

Questa iniziativa  “è una dichiarazione che sarà presentata all’ Assemblea Generale delle Nazioni Unite“, ha aggiunto. Il portavoce ha ricordato che l’omosessualità è punibile con la morte “in almeno sei paesi nel mondo.”

Sarà la prima volta che l’Assemblea Generale si indirizzerà formalmente sulle violazioni in base all’orientamento sessuale e all’identità di genere. Ad oggi sono 61 i Paesi che hanno sottoscritto la proposta e pare che sarà il Gabon ad illustrarla.

Tra i firmatari mancano ancora gli Usa, il Sud Africa, e la Turchia. La dichiarazione ribadisce l’universalità dei diritti umani e in particolare denuncia la preoccupazione per il trattamento subito in modo costante da parte di coloro il cui orientamento sessuale o identità di genere sono alla base delle torture, violenze, discriminazioni e stigmatizzazioni subite, ed in alcuni casi della morte. La diffusione di episodi di violazioni dei diritti umani contro lesbiche, gay, bisessuali, transessuali, e tutte le minoranze sessuali sono indiscutibili. Esse sono state accuratamente documentate da ONG di tutto il mondo e dalle Nazioni Unite, e riportate con grande frequenza dalla stampa internazionale. Il Dipartimento di Stato Americano effettua delle relazioni annuali su tutte le violazioni documentate dalle Ambasciate di tutto il mondo. E la Corte Suprema degli Stati Uniti ha stabilito che entrambe le leggi che criminalizzano l’omosessualità sono incostituzionali.

Inoltre alla vigilia del 60° anniversario della Dichiarazione dei Dititti dell’ Uomo gli Usa hanno dichiarato che tale  Dichiarazione “trascende la politica e le differenze etniche o i confini nazionali, poiché abbraccia l’umanità in tutte le sue diversità“.

Mi chiedo come mai, allora, ancora gli Usa non abbiano apportato la loro firma, e mi auguro che i governi dei Paesi firmatari riescano a sollecitarli e a convincerli a firmare la proposta prima del 18!

Decriminalizzazione: aggiornamenti

yade2Ho seguito per una mezz’ora oggi pomeriggio “L’Italia sul Due”, dove si parlava di omosessualità e della proposta di decriminalizzazione. Tra gli ospiti c’erano anche Francesca Polo di Arcilesbica ed un rappresentante del Vaticano presso l’Onu di cui non ricordo il nome.
Inutile dire che l’amarezza provata è stata tanta.

Il prete, infatti, ha contestato il fatto che i media avrebbero manomesso le informazioni, ed ha poi dichiarato che non è vero che il Vaticano è contro la decriminalizzazione, è piuttosto contro un particolare articolo della proposta definito come una sorta di tranello per indurre a far firmare una richiesta in cui implicitamente si dichiari di accettare le unioni tra persone dello stesso sesso, rendendo di fatto questo documento uno strumento per introdurre, nel contesto dei diritti umani da rispettare obbligatoriamente, anche il matrimonio per le persone omosessuali, e di conseguenza l’adozione di figli o la procreazione assistita”. Dunque il Vaticano ci ha salvati dall’inganno!

Cerchiamo di leggere quest’articolo:

‘Riaffermiamo che ogni individuo ha diritto a godere dei diritti umani senza distinzioni di alcun tipo, per ragioni di razza, di colore, di sesso, di lingua, di religione, di opinione politica o di altro genere, di origine nazionale o sociale, di ricchezza, di nascita o di altra condizione, così come stabilito nell’Articolo 2 della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo e nell’articolo 2 del Patto Internazionale sui Diritti Economici, Sociali e Culturali e nell’articolo 26 del Patto Internazionale sui Diritti Civili e Politici”

L’articolo fa a sua volta riferimento all’articolo 12 della Dichiarazione dei Diritti Umani, che così recita:

Nessun individuo potrà essere sottoposto ad interferenze arbitrarie nella sua vita privata, nella sua famiglia, nella sua casa, nella sua corrispondenza, né a lesione del suo onore e della sua reputazione. Ogni individuo ha diritto ad essere tutelato dalla legge contro tali interferenze o lesioni.

Quindi, implicitamente si farebbe riferimento ad un articolo in cui si dichiara che intervenire sulla famiglia è in realtà un’ingerenza arbitraria, ed il Vaticano avrebbe svelato il macchinoso cavillo che li avrebbe messi nella condizione di dover accettare una cosa contro cui si battono praticamente da sempre.

Mi sorgono alcuni dubbi, però:

– ma il Vaticano non era già a conoscenza di questo articolo della Dichiarazione dei Diritti Umani cui ha apportato la propria firma? E perchè non si oppone anche a tale Dichiarazione?

– se è vero che per la Chiesa esiste “un inganno”, perchè anzichè opporsi in toto con motivazioni a mio avviso agghiaccianti non propone un testo alternativo (così come perlatro proposto dalla Polo), in tempi rapidi ovviamente e nel pieno rispetto dei diritti e della dignità di tutti?

– infine, perchè nell’Osservatore Romano si legge che l’articolo della proposta francese ‘incriminato’ e’ il numero 5? e che recita: ”Siamo anche preoccupati dal fatto che violenza, angherie, discriminazione, esclusione, stigmatizzazione e pregiudizio siano diretti contro persone in tutti i paesi del mondo a causa dell’orientamento sessuale o dell’identita’ di genere, e che queste pratiche minino l’integrita’ e la dignita’ delle persone soggette a questi abusi”.

Alla domanda, poi, se per la Chiesa l’omosessualità sia o meno una malattia, ecco cosa è stato risopsto: “Non posso dire con certezza se sia una malattia, sicuramente si tratta di un deficit affettivo durante l’età infantile, e comunque la chiesa non discrimina gli omosessuali, ma non bisogna commettere atti omosessuali, altrimenti è peccato (o reato?)!”.

A questo punto credo che gli omosessuali nel mondo non dovrebbero essere il 10% della popolazione, ma almeno il 50%!

Per fortuna non ho visto tutta la trasmissione, altrimenti mi sarei divorata il fegato, anche mi sono persa le dichiarazioni di un altro prete che mi hanno riferito abbia detto che “il Vaticano è un grande imbroglio!”!

Stasera, però, incuriosita dalla notizia pubblicata da notiziegay e non riportata da nessun altro sito o giornale, mi sono messa alla ricerca di aggiornamenti sulla proposta. Mi sono così imbattuta in un articolo del 5 Dicembre del sito pinknews che mi ha chiarito un pò le idee:

Diverse nazioni con una considerevole comunità gay non hanno appoggiato il documento per la depenalizzazione universale dell’omosessualità che sarà presentato alle Nazioni Unite questo mese.

L’iniziativa francese è sostenuta da tutte le nazioni quali Norvegia, Svizzera, Islanda, Ucraina, Andorra, Liechtenstein, Bosnia-Erzegovina, Croazia, Montenegro, Serbia, Ucraina, e l’ex Repubblica Iugoslava di Macedonia.

In America l’assenza più evidente è quella degli Stati Uniti.

Il Canada ha firmato insieme ad Argentina, Brasile, Cile, Ecuador, Messico e Uruguay.

Tre nazioni africane – Gabon, Capo Verde e Guinea-Bissau – si sono impegnate ad appoggiare la dichiarazione insiema a Nuova Zelanda, Israele, Armenia e Giappone.

Louis Georges Tin, il fondatore della giornata inetrnazionale contro l’omofobia, appoggia la proposta di depenalizzazione universale.

Egli si è incontrato con Rama Yade, ministro francese per i diritti umani e per gli affari esteri, all’inizio di quest’anno.

Nel mese di settembre lei ha confermato che si sarebbe appellata alle Nazioni Unite per la depenalizzazione universale dell’omosessualità.

Fino alla fine del 2008 la Francia parlerà a nome di tutti gli Stati membri dell’UE all’ Assemblea generale delle Nazioni Unite, in quanto titolare della presidenza di turno dell’Unione Europea.

L’iniziativa francese sulla decrminalizzazione assumerà la forma di una dichiarazione solenne dai membri delle Nazioni Unite, piuttosto che un voto in materia delle Nazioni Unite .

La Francia presenterà il progetto all’Assemblea generale delle Nazioni Unite tra il 15 e il 20 Dicembre. Il governo britannico é già sostenitore della depenalizzazione universale.

Per più di 80 paesi le relazioni con persone dello stesso sesso, in qualsiasi circostanza, sono fuori legge.

Le pene variano da pochi anni di carcere all’ergastolo.

In nove paesi, o zone di alcuni paesi, l’obbligo di pena per l’omosessualità è la morte attraverso un’esecuzione.

Più di 50 nazioni hanno firmato per sostenere l’iniziativa, ma il Vaticano si è opposto e sostiene che è giusto che molti paesi non abbiano firmato.

“Non è casuale che meno di 50 Stati membri delle Nazioni Unite abbiano aderito alla proposta in questione, mentre più di 150 non abbiano aderito. La Santa Sede non è sola”, un portavoce del Vaticano ha riferito all’inizio di questa settimana.

La Santa Sede non ha diritto di voto alle Nazioni Unite, ma il suo osservatore ha cercato di sostenere che “gli Stati che non riconoscono le unioni tra persone dello stesso sesso come ‘matrimonio’ sarnno messi alla gogna e resi oggetto di pressione”, a seguito dell’ approvazione della dichiarazione.

Mr. Tin ha dichiarato:

“Se il vostro governo non ha ancora firmato il testo, e se si pensa che sia importante chiederglielo, si potrebbero fare pressioni sul Ministero degli Affari Esteri.

“Potrebbe essere utile anche inviare un messaggio all’Ambasciatore del vostro Paese presso le Nazioni Unite.

“Si può spiegare che si tratta di una dichiarazione (non è imprescindibile), che è solo sulla depenalizzazione dell’omosessualità (non vi è alcun legame con il matrimonio), e che più di 50 paesi hanno già firmato.

“Se il governo ha già firmato il testo, si potrebbe chiedergli di contattare altri Stati vicini. Ad esempio, il Canada e il Regno Unito potrebbero contattare altri Paesi del Commonwealth, il Messico e la Spagna potrebbero contattare altri Paesi dell’America Latina.”


E così Usa ed Australia sono fuori dai giochi! Ma anche il Sud-Africa e molti Paesi islamici.

Una notizia buona però c’é: c’è tempo fino a metà mese per portare avanti la nostra petizione, e cercare di inviare messaggi per convincere quei Paesi che non hanno ancora aderito!

Come volevasi dimostrare

persecuzioni

Nel giorno del World Aids Day, a pochi giorni dal 60° Anniversario della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, a pochi giorni dalla presentazione della proposta della MInistra Francese Rama Yade di decriminalizzare l’omosessualità nel mondo, ecco l’intervento del Vaticano:
“Tutto ciò che va in favore del rispetto e della tutela delle persone – ha affermato l’arcivescovo – fa parte del nostro patrimonio umano e spirituale. Il Catechismo della Chiesa cattolica, dice, e non da oggi, che nei confronti delle persone omosessuali si deve evitare ogni marchio di ingiusta discriminazione”.

Ma qui – ha aggiunto Migliore, in riferimento alla proposta che la Francia ha intenzione di presentare all’Onu in favore della depenalizzazione dell’omosessualità nel mondo intero – la questione è un’altra. Con una dichiarazione di valore politico, sottoscritta da un gruppo di paesi, si chiede agli Stati ed ai meccanismi internazionali di attuazione e controllo dei diritti umani di aggiungere nuove categorie protette dalla discriminazione, senza tener conto che, se adottate, esse creeranno nuove e implacabili discriminazioni“.

In poche parole si dice: “Noi non discriminiamo gli omosessuali, ma se dovessimo farlo verremmo condannati, e non si può condannare la Chiesa!”.

Ritengo che le motivazioni mosse dal Vaticano non solo siano contro ogni forma di rispetto dell’individuo, ma contro i più basilari diritti umani.

Dal ragionamento proposto, infatti, si deduce che il Vaticano ritenga GIUSTE le discriminazioni perpetrate nei confronti degli omosessuali ed appoggi in maniera più o meno indiretta la pena di morte!

Ma non è forse l’amore il metro di misura della moralità cattolica cristiana? Quell’Amore che tutto copre, tutto crede, tutto spera, tutto sopporta?
E’ vero che esistono passi nella Bibbia in cui l’omosessualità viene condannata (basti leggere il Levitico) ma è anche vero che quelle parole vanno contestualizzate in un periodo in cui era necessario prendere decisioni veloci, anche etiche e morali, mentre oggi è possibile utilizzare anni ed anni di conoscenze. E non posso credere che la parola di un Dio infallibile, che ha sacrificato il proprio figlio per redimere dai peccati del mondo, sia una Parola d’odio e vergogna!

Nel Nuovo Testamento, per esempio se l’omosessualità fosse un peccato così grave, non sarebbe logico che Gesù ne parlasse almeno una volta? Invece, Gesù non fa alcun riferimento all’omosessualità. L’unico riferimento fatto ad una morale sessuale è quello che indirizzò alla prostituta e all’adultera.
E perchè se Dio ha creato l’uomo a propria immagine e somiglianza gay e lesbiche non sarebbero figli di Dio? Limiteremmo Dio nella Sua capacità di generare i Suoi figli solo a quello che l’uomo ritiene corretto?
Quanto dolore e disperazione si devono causare in nome dell’ “amore perfetto”, prima di gridare: “Basta!”?
Queste “autorità morali” della Chiesa, come possono esser così sicure che le persone gay debbano essere condannate per ciò che sono, e come possono considerare tale condanna moralmente giusta?
Una parrocchia basata veramente sul Vangelo non escluderebbe nessuno.
L’amore e l’accoglienza di Dio devono essere offerti a tutti. Il pregiudizio e l’odio vanno rifiutati e combattuti.

Il vero problema è la sessuofobia: pratiche omosessuali e adulterio sono dal terzo secolo dopo Cristo nel mondo occidentale considerate condannabili perché non finalizzate alla riproduzione. Una ragione per cui le 12 tribù d’Israele potrebbero aver condannato l’attività omosessuale fu che essa non era in grado di procreare più Israeliti. In un periodo in cui la guerra era sempre una possibile evenienza – e questo in realtà non è cambiato molto – era necessario un continuo apporto di nuovi guerrieri. La coppia omosessuale che richiede un riconoscimento giuridico viene vista come un attacco alla famiglia tradizionale. La capacità di amare, di rispettarsi l’un l’altro e di costruire una vita insieme non dovrebbe essere limitata solo agli eterosessuali, ma guai a chiedere diritti: sotto le tue lenzuola puoi far quello che vuoi, ma non chiedere più di tanto o verrai condannato!

In Italia va bene la logica del: “Io ho molti amici gay!“, ma poi si fanno orecchie da mercante quando anche quegli amici chiedono che i loro diritti vengano riconsociuti e non siano criminalizzati. Poco importa che in 91 Paesi del mondo siano previste sanzioni, torture, pene e persino l’esecuzione capitale contro le persone omosessuali. Il Vaticano arriva a citare Hobbes ed il suo Homo Homini Lupus, forse volevano scrivere Omo Homini Lupus! Ma non riesco davvero a trovare alcuna giustificazione nemmeno lontanissima per la condanna della proposta della Yade, se non quella del voler nascondere un proprio atteggiamento ipocrita e criminale, l’unico realmente definibile come “la nuova barbarie moderna!”.

Per farvi un’idea dei Paesi in cui l’omosessualità viene criminalizzata andate a vedere la mappa ideata da Enrico Oliari di GayLib, con un elenco dettagliato dei paesi con leggi contro l’omosessualita’ e l’articolo violato. Credo che proverete la stessa rabbia che ho provato io nel rendermi conto che pur essendo nel 2008 sono ancora valide le pratiche del Medioevo!

Arcigay, insieme alle altre associazioni lgbt italiane, valuterà nelle prossime ore come reagire a questo inedito ed inaudito attacco della gerarchia reazionaria cattolica.

E noi come Rete proseguiremo nella nostra impresa e in questi giorni invieremo la nostra raccolta di firme alla Ministra Rama Yade, l’unica a difendere e portare avanti i diritti e la speranza!