Premio Pieve – Banca Toscana – Città del Diario 2008

Si terrà a Pieve Santo Stefano in provincia di Arezzo dal 12 al 14 Settembre 2008 la XXIV edizione del Premio Pieve dell’Archivio diaristico nazionale di Pieve Santo Stefano. Tra i finalisti del premio Francesca Mengoni, nata a Gubbio (Perugia) nel 1966, con il suo Luna africana, racconto del viaggio fatto nel 1996 in Sudafrica insieme alla sua compagna.

Per mettere alla prova se stessa una ventenne umbra lascia la rassicurante provincia italiana per scoprire cosa c’è “al di là”. Tre mesi di permanenza in Sudafrica diventano occasione per indagare il rapporto con la sua compagna Sandy, una sudafricana bianca piuttosto autoritaria della quale Francesca subisce il fascino. È un viaggio pieno di magia e avventura, in una terra dalla natura incantata appena uscita dall’apartheid, dove le due donne conoscono attivisti politici, capi villaggio, sfuggono a un’aggressione e vengono a contatto con la medicina alternativa. Quando il viaggio si conclude, Francesca si rende conto che anche il rapporto con Sandy è destinato a finire.

Premessa
“Al ritorno dal mio viaggio, camminando lungo le vie del centro di Perugia con la mia amica sudafricana Sandy, ci siamo intrattenute a parlare con una studentessa universitaria che insisteva nel chiederci da dove provenissimo incuriosita dallo strano accento della mia compagna. Risposi cercando di giocare un po’ con il suo interesse: “Io sono di un paese qui vicino, la mia amica è difficile che indovini da dove viene, ma ti do un’indicazione fondamentale” e quindi mostrai fieramente la copertina di un libro che avevo in mano dal titolo “NELSON MANDELA lungo cammino verso la libertà” con una foto grande di Nelson Mandela.
La ragazza mi guardò con aria interrogativa con una vaga brama di curiosità impressa sul volto: “Non capisco”, le sorrisi pazientemente e sperando in una sua veloce illuminazione le avvicinai il mio libro: “Leggi qui, Nelson Mandela”. Lei, con i suoi occhialini tondi e l’aria sempre più imbarazzata non mi lasciava: “Scusa ma, non capisco”. Forse è un po’ pretenzioso da parte mia credere che tutti conoscano il primo presidente sudafricano eletto democraticamente e comunque mi sentii un po’ delusa, con una voce sconfortata conclusi: “Ma come non hai capito? E’ del Sudafrica” e stancamente mi incamminai per la mia direzione. La ragazza ci ha però voluto seguire e, prendendomi per la giacca, mi pose l’ultima e fatidica domanda: “Scusa, scusa, ma dimmi un’ultima cosa – e riferendosi alla mia amica di pelle bianca – ma perché in Sudafrica ci sono anche i bianchi?”. Sandy, che fino a quel momento era rimasta miracolosamente zitta, non ha potuto più trattenersi ed ha lanciato, all’insegna della ragazza, una sequela variopinta di insulti. La sensazione che mi rimaneva era mista a pena e rabbia.
In seguito a questo episodio e ad altri di questo genere, decisi di prendere in mano gli appunti annotati durante il mio viaggio, rivivere le mie esperienze e trascriverle al computer omettendone una parte fondamentale.
Alcune mie amiche hanno letto questa prima stesura commentando maliziosamente: “ma che tipo di relazione c’è tra te e Sandy?” e quindi mi hanno spinto a redigere una storia più impegnativa, complessa e per me terapeutica, che comprende la mia relazione amorosa con la girovaga sudafricana.
La storia è autentica in ogni sua parte comprese le premonizioni e le incredibili casualità, ho cambiato soltanto i nomi delle persone per tutelare la loro privacy e taciuto il nome esatto del mio paese di provenienza.
Il viaggio si è svolto nel 1996, due anni dopo l’insediamento del primo governo eletto democraticamente in Sudafrica. E’ durato tre mesi, iniziando da Città del Capo lungo tutta la costa orientale fino al Transkei, una homeland, cioè una regione che durante l’apartheid era destinata agli africani e per questo ha avuto una storia diversa ed un’economia prevalentemente rurale.
Mi rendo conto ora di quanto fossi ingenua e trasognata ancora a ventinove anni, questa la mia età durante la mia avventura. Una ragazza mai svezzata potrei aggiungere, nonostante vivessi in appartamento con la mia compagna, nonostante i miei viaggi, le mie esperienze lavorative, che mi avevano costretto al confronto con personaggi di varie culture, ero così tremendamente legata alla mia casa, al mio paese, al mio territorio, che non riuscivo a percepire minimamente cosa ci fosse al di là ed ero stupita e meravigliata da tutto.
Il viaggio non ha incluso i luoghi sudafricani più famosi. A distanza di tempo, mi rattrista un po’ aver trascurato posti tanto spettacolari, ma in fondo ero alla ricerca di altro”.

Per chi fosse interessato andrà in onda un’intervista all’autrice Francesca Mengoni mercoledì 9 Settembre alle 22.10 su Radio3 Suite.

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