Liberi tutti

liberituttiE’ con immenso piacere, ed un pizzico di orgoglio, che annuncio questa notizia.
Uscirà domani su L’Unità, più precisamente sul blog di Delia VaccarelloLiberi tutti“, un articolo interamente dedicato alla nostra petizione, iniziata alla fine di Settembre e che vedrà a giorni l’invio delle firme alla Ministra Rama Yade.

Era già uscito quindici giorni fa un breve articolo sulla condizione degli omosessuali nei Paesi in cui l’omosessualità é tutt’oggi un reato punibile con la morte. Grazie ad esso la nostra raccolta firme ha visto nuovamente un decollo dopo un periodo di stanca, e per questo ringrazio Delia, per il suo interessamento, ma anche tutti coloro che stanno firmando e spesso lasciano dei commenti veramente molto toccanti.

Chi ne avesse voglia, può visitare anche l’altro blog di Delia, “Quando si ama si deve partire“, dedicato al suo nuovo romanzo, che non ho ancora letto, ma che è nella mia wishlist natalizia.

Ma in realtà quello di Delia è un romanzo contro l’ipocrisia quella sociale e quella dei sentimenti. E, quando meno te l’aspetti, l’impalcatura borghese crolla . Una sconfitta per gli ipocriti.

A giorni, inoltre, darò notizie sull’andamento della nostra petizione. Intanto, buona lettura a tutti!

Rassegna Stampa giornata contro la violenza sulle donne

basta

Anche se in ritardo, credo sia interessante visionare una rassegna su tutte le attività, manifestazioni, incontri ed iniziative effettuate, o ancora da effettuare, in occasione della giornata internazionale contro la violenza maschile sulle donne.
Parto subito dall’immagine in alto, realizzata dai movimenti artistici romani “Propaganda per la ©ivilizzazione per le masse” e “S.P.A. Società per Azioni Artistiche”, che si occupano di arte rivolta al “crudo” mondo “reale”.

L’obiettivo era quello di far arrivare con la stessa intensità con cui è stato ideato un messaggio, mentre l’azione artistica prevedeva di attaccare 4 manifesti nella notte del 24/25 novembre a Roma e così è stato a Trastevere, piazzale Clodio, Lungotevere Flaminio, Castel Sant’Angelo. E’ stato un atto simbolico che doveva rappresentare “Un manifesto per il dolore. Un manifesto per la vergogna. Un manifesto per lo sconforto. Un manifesto per denuncia.”

La notizia è stata riportata anche dal giornale Sentire, e ringrazio Viola per la segnalazione, incoraggiandola a proseguire con le sue “azioni artisitiche” che ritengo possano dare davvero tanto a tutti!

Di seguito le altre iniziative svoltesi in giro per l’Italia:

il 24 Novembre a Milano si è svolto Donne e mafia, donne antimafia, e Un pugno di artisti per una carezza,

mentre il 25 si è tenuto, sempre a Milano, il Presidio Sindacati e il Presidio delle Donne in Nero.

Il collettivo femminista Colpo di Streghe Mantova ha indetto per il 25 un boicottaggio del calendario di donne in mutande a favore della Gelmini.

A Palermo, il 28 Novembre, si terrà il V-Day contro la violenza sulle donne, con una lettura teatrale di monologhi femministi.

A Firenze si terrà il 29 Novembre la manifestazione contro la violenza alle donne che vedrà anche la presentazione del libro Femmicidio di Barbara Spinelli.

A Bologna l’agenda è ricca:

– Concorso per uno spot sulla violenza alle donne con la FICE (Federazione Italiana Cinema d’Essai) Emilia Romagna e la Cineteca Comunale

– Proiezione al Cinema Lumière del documentario “Piccole Cose di Valore non quantificabile” con Gianni Ferreri e Fabrizia Sacchi . Scritto e diretto a Paolo Genovese e Luca Miniero. Zebra Production. Il filmato ha ricevuto numerosi premi.
Giorno 25 novembre prima di ogni spettacolo.

– Proposta alle scuole di un minuto di silenzio il giorno 25 novembre 2008 negli Istituti Superiori cittadini durante l’intervallo con ASABO – Associazione Scuole Autonome Bolognesi- e Consulta degli Studenti

– Proposta di un minuto di silenzio il giorno 23 novembre 2008 durante la partita di calcio Bologna – Palermo con Bologna Calcio Football Club 1909

– Un minuto di silenzio nel corso degli incontri sportivi il 22 e il 23 novembre con Coni e Assessorato allo Sport

Iniziative cittadine

– 25 Novembre 2008 ore 16,30 Piazza Nettuno Assemblea ri/creativa contro la violenza su donne e lesbiche.
Assemblea Cittadina Femminista e Lesbica

– Gazebo delle donne della CGIL in Piazza Nettuno dalle ore 16 alle ore 18,30 del 25 Novembre – Distribuzione del Tradizionale Segnalibro

– UDI Staffetta di donne contro la violenza sulle donne – La staffetta partirà il 25 Novembre 2008 da Niscemi (Lorena) e si concluderà a Brescia (Hiina) il 25 novembre 2009. Transiterà a Bologna il giorno 25 aprile 2009.

– Festival “La violenza illustrata” – Sabato 22 e domenica 23 novembre in Cappella Farnese a Palazzo d’Accursio organizzato dalla Associazione Casa delle Donne per non subire violenza.

– “Il Cavaliere della Carretta” di Roberta Rizzato – testo vincitore del Premio San Vitale – Decima edizione -. Sabato 22 Novembre 2008 ore 21 Teatro San Martino, Via Oberdan, 25.
Gruppo Lettura San Vitale

– “Luoghi d’incontro” mostra dell’Associazione donne d’arte ADDA- nel Cortile di Palazzo d’Accursio dal 25 al 30 novembre 2008.

A Napoli il 27 Novembre si è tenuto il convegno Dallo Stalking alla violenza sulle Donne”, informazione e prevenzione a Scuola e nella Società.

Infine a Catania si è tenuto il 25 Novembre nella sede della Provincia un incontro di riflessione, organizzato dall’assessorato provinciale alle Pari opportunità e dalla Fidapa, per celebrare la giornata. Dopo l’incontro, l’attrice Mariella Lo Giudice ha recittato “Lettera alla madre” di Salvatore Quasimodo, un testo in cui un figlio ringrazia la madre per avergli insegnato il senso dell’ironia.

Queste le attività di cui sono venuta a conoscenza. Se qualcuno avesse notizia di altre può contattarmi in modo da aggiornare la rassegna!

Aggiornamento sulle ragazze prese a sassate

collettivoHo ricevuto stamattina la mail di E. E., la ragazza insultata ed aggredita il 15 Novembre a Bologna presso il centro sociale Atlantide. Ieri ha partecipato ad una riunione con le ragazze del collettivo clitoristrix e hanno parlato dell’accaduto. Molto probabilmente faranno un
comunicato e oggi in piazza Nettuno, durante la manifestazione contro la violenza sulle donne, parleranno di quello che è successo e di Atlantide come soggetto attaccabile e attaccato.

Leggo inoltre da gaynews che Sergio Lo Giudice del Pd ha denunciato ieri la cosa in consiglio comunale a Bologna. Lo Giudice definisce l’accaduto «inquietante e sgradevole» perché mirato a colpire delle ragazze «solo in quanto frequentarici di un centro sociale gay e anarchico». «E’ il segno evidente – aggiunge il consigliere Pd – delle presenza anche nella nostra città di frange estremiste che individuano negli oppositori politici ma anche in gay e lesbiche persone da colpire». Per Lo Giudice è «quanto mai necessario che questo Paese si doti di una legge contro l’omofobia».

Grazie a tutti per non aver lasciato cadere nel silenzio l’accaduto. La nostra idea di Rete virtuale in qualche modo ha portato i suoi frutti.
Aggiornamento del 27 Novembre:

Pubblico di seguito il comunicato firmato dall’Assemblea cittadina di Femministe e Lesbiche e dal Collettivo Clitoristrix Femministe e Lesbiche:

Comunicato sui fatti accaduti il 15 novembre ad Atlantide.

Sabato 15 novembre 2008, durante un’iniziativa, organizzata dall’assemblea cittadina di donne e lesbiche, per promuovere la manifestazione nazionale contro la violenza maschile sulle donne e sulle lesbiche, due ragazze che partecipavano all’iniziativa ad Atlantide hanno subito un’aggressione di stampo fascista e lesbofobo. Intorno a mezzanotte, le due ragazze che si trovavano fuori dall’ingresso sono state affiancate da due auto che prima hanno urlato “froci!” poi lanciato ghiaia urlando “anarchici di merda!”.

Questo comunicato arriva a dieci giorni dall’accaduto perché prima di fare una denuncia pubblica, abbiamo voluto rintracciare la fonte per circostanziare esattamente l’episodio, adesso abbiamo tutti gli elementi per definire quest’aggressione senza alcun dubbio di stampo lesbofobo, omofobo e fascista nonché organizzato e non improvvisato. Non a caso le auto erano due, in comunicazione tra loro, e avevano già i sassi.

Dell’assemblea cittadina di donne e lesbiche che organizzava la festa, fa parte il collettivo Clitoristrix Femministe e Lesbiche che dal 1999 gestisce Atlantide insieme ad altri due collettivi. Atlantide non è un locale, ma uno spazio politico e di aggregazione sociale che da un decennio è attraversato da soggettività femministe lesbiche gay e trans che fanno lavoro sul territorio per denunciare le storture di un sistema sociale violentemente omologante. È uno spazio di espressione libero da sessismo, razzismo, omofobia e transfobia. Uno spazio in cui promuovere una socialità in cui identità diverse convivono e prendono parola.

Per questo Atlantide è attaccabile da parte di individui di cui è facile intuire la matrice politica di appartenenza. Ebbene noi non ci stiamo! Denunciamo ogni forma di intimidazione e di violenza che minaccia il nostro lavoro politico e le soggettività che questo spazio attraversano. Riteniamo inaccettabile un attacco avvenuto durante un’iniziativa separatista contro la violenza alle donne e alle lesbiche. Continueremo a praticare l’autodifesa e la solidarietà come strumenti di resistenza e di consapevolezza. Non saranno di certo le aggressioni fasciste a ricacciarci dentro le case, quiete e accondiscendenti, case nelle quali spesso ci si riservano ampie dosi di violenza. Non saranno le aggressioni fasciste a farci retrocedere sulle nostre posizioni e sulle nostre forme di organizzazione.

Denunciamo l’incalzare di una violenza evidentemente legittimata dalla politica nazionale e locale che lascia ampi margini di espressione agli istinti più beceri e pericolosi. Chiamiamo all’attenzione tutt* per la difesa di uno spazio unico in città che è garanzia di una miglior qualità di vita per tutt*. Atlantide è uno spazio irrinunciabile per le soggettività femministe, lesbiche, gay, trans e per tutti quell* che vogliano sperimentare forme di socialità, aggregazione e laboratori politici che rompano il sistema di potere patriarcale e fascista. Se la nostra esistenza è scomoda, continueremo a resistere ma soprattutto a esistere.

Assemblea cittadina di Femministe e Lesbiche
Collettivo Clitoristrix Femministe e Lesbiche

Indecorose e libere

violenza-donneSi è svolta ieri a Roma la manifestazione di donne per donne organizzata dalla rete femminista e lesbica, una sorta di anticipazione dell’evento che si svolgerà il 25 Novembre, giornata internazionale contro la violenza contro le donne proclamata dalle nazioni Unite.
La manifestazione aveva come nome “Indecorose e libere” ed ha visto l’adesione di 50 mila persone, donne provenienti da tutta Italia e parte di un movimento che si inserisce nella protesta trasversale contro la riforma Gelmini, contro il DDL Carfagna sulla prostituzione, contro l’abolizione della legge 144.

La violenza maschile ha infatti molte facce, e una di queste è quella istituzionale: vorrebbero risolvere la crisi economica e culturale che stiamo vivendo smantellando lo stato sociale. Per salvare le banche, rifinanziare le missioni militari all’estero e militarizzare le nostre città tagliano i fondi ai centri antiviolenza, ai consultori e a tutti i servizi che garantiscono alle donne libertà, salute e indipendenza.

L’obiettivo delle riforme del lavoro, della sanità, della scuola e dell’università è di renderci sempre più precarie e meno garantite:mogli e madri “rispettabili” rinchiuse nelle case, economicamente dipendenti da un uomo, che lavorano gratuitamente per badare ad anziani e bambini.

Con il decreto Gelmini, migliaia di insegnanti, maestre precarie, perdono il posto di lavoro, e viene meno un sistema educativo – il tempo pieno – che sostiene le donne, consentendo loro una maggiore libertà di movimento e autonomia.

Con la legge 133 tagliano i fondi alla scuola e all’università pubblica per consegnare l’istruzione nelle mani dei privati determinando la fine del diritto ad una istruzione gratuita e libera per tutte/i.

Molti gli slogan e gli striscioni:

L’assassino non bussa, ha le chiavi di casa“, “Non sono una bambola“, “Nella casa del Mulino si nasconde l’assassino“, “Ti lamenti ma che ti lamenti, piglia lu bastuni e tira fora li denti“, “La violenza sulle donne ha molte facce” e le facce mostrate erano quelle di Brunetta, La Russa, Gelmini, Carfagna, Tremonti, Calderoli, Berlusconi e Ratzinger.

La manifestazione voleva essere una replica di quella di un anno fa, quando scesero in piazza a Roma più di 150 mila persone, ma l’adesione è stata inferiore alle aspettative anche a causa di defezioni importanti come quella dell’associazione Controviolenzadonne.org. Tuttavia le organizzatrici si dicono soddisfatte poiché è stata forte la presenza soprattutto delle giovani che hanno sfilato con il simbolo del “polo femminile” dipinto sul viso.

L’evento è nato sotto mille polemiche e ne è testimonianza il manifesto della foto che ritrae una donna su un letto, seminuda, in posizione da crocifissione, e con lo slogan: “Chi paga per i peccati dell’uomo?. Tale manifesto è nato dall’idea di Telefono Donna Milano di lanciare una campagna di sensibilizzazione in città sul problema della violenza maschile contro le donne, in previsione poi della manifestazione che si terrà il 25 Novembre. L’assessore al Decoro urbano Maurizio Cadeo è sceso in campo spalleggiato dal Sindaco Moratti perchè riteneva offensivo della morale cattolica tale manifesto: “Farò tutto quanto è in mio potere per evitare l’affissione di questo manifesto, il cui messaggio tira in ballo il simbolo del Cristianesimo e lede il sentimento religioso dei cittadini“. E difatti ha negato l’autorizzazione all’affissione. Molte cose sono state dette a proposito dello scalpore suscitato e dell’opera di censura effettuata, e personalmente mi è sembrata una mossa ipocrita, quasi un tentativo di voler distogliere l’attenzione dal problema reale, cioè quello della violenza di genere. Le donne subiscono violenza dagli uomini. Non tutti gli uomini naturalmente usano violenza contro le donne ma si tratta comunque di VIOLENZA di GENERE cioè violenza di uomini contro donne e bambine. Gli uomini usano per lo più la violenza per mantenere o rafforzare il loro potere nei riguardi delle donne o per bloccare un regresso di questo potere.

Ogni tre giorni una donna viene uccisa. Nel 2007, sono state 126 le donne uccise a causa delle violenze perpetrate dagli uomini. Tra questi, 44 sono i mariti, 11 i fidanzati o i conviventi, nove gli ex mariti e gli ex fidanzati, 10 i figli e 14 gli sconosciuti. Un milione di donne ha subito violenza, fisica o sessuale. Solo nei primi sei mesi del 2007 141 sono state oggetto di tentato omicidio, 1805 sono state abusate, 10.383 sono state vittime di pugni, botte, bruciature, ossa rotte. Le vittime – soprattutto tra i 25 e i 40 anni – sono in numero maggiore donne laureate e diplomate, dirigenti e imprenditrici, donne che hanno pagato con un sopruso la loro emancipazione culturale, economica, la loro autonomia e libertà. E il pericolo maggiore per le donne è la normalità. L’indagine Istat del 2006, denuncia che il 62 per cento delle donne è maltrattata dal partner o da persona conosciuta, che diventa il 68,3 per cento nei casi di violenza sessuale, e il 69,7 per cento per lo stupro. Sono stati inoltre contati 2 milioni e 77 mila casi di comportamenti persecutori, denominati stalking, uno sfinimento quotidiano che finisce per corrodere resistenza, difesa, voglia di vivere. Infine, il 96% delle donne non denuncia la violenza subita, forse per paura,  forse perché non si denuncia chi si ha amato, o forse perché non si hanno le parole per dirlo.

Gli uomini, la cui presenza fu fortemente contestata da alcune manifestanti nel corso della mobilitazione nazionale che si svolse il 27 novembre dello scorso anno, hanno sfilato in coda, e gli uomini dell’associazione “Maschileplurale” saranno presenti alla manifestazione del 25.

Sì, gli uomini devono farsene carico. La violenza è un problema loro, non delle donne – dice Clara Jourdan, della “Libreria delle Donne” di Milano, storico luogo del femminismo italiano – Sarebbe ora che cominciassero a interrogarsi sulla sessualità e sul perché dei loro comportamenti violenti. E riconoscere l’altro, il maschile, potrebbe essere utile anche alle donne“.

Va tuttavia segnalato il caso di due ragazze che, dopoa ver partecipato alla manifestazione, si sono viste negare dalle forze dell’ordine la possibilità di accedere alla Corsia Agonale, lo stesso passaggio dove due settimane fa erano scoppiati gli scontri tra studenti finiti con feriti e processati, proprio perchè avevano partecipato alla manifestazione!

Per una rassegna stampa approfondita basta cliccare sul link: Rassegna stampa Indecorose e libere.

Va fatta una legge, perché la violenza sulle donne non è un problema di pubblica sicurezza, né un reato di altre culture da reprimere con rimpatri forzati, e per vincerla va fatta un’azione a largo raggio. La violenza contro le donne è un crimine ma continua ad essere considerata dagli individui, dalle istituzioni sociali e dagli Stati come una questione privata, si circoscrive nella sfera privata un crimine di ordine pubblico. La violenza contro le donne è una violenza di genere riconosciuta oggi dalla comunità internazionale come una violazione fondamentale dei diritti umani, e aiutare le vittime a non avere paura di essere giudicate, attraverso un sistema nazionale di prevenzione, protezione ed assistenza contro la violenza di genere é una questione di civiltà.

La data del 25 novembre come Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne è stata scelta dall’ONU, nella risoluzione dell’Assemblea Generale n° 54/134 del 17 dicembre 1999, a ricordo delle tre sorelle Mirabal, che animarono un movimento democratico chiamato 14 di Giugno, e lì conquistarono il soprannome di Farfalle. Furono poi violentate e uccise il 25 novembre 1960 nella Repubblica dominicana e passate alla storia come le “Farfalle indimenticabili”.

Partecipare alla manifestazione del 25 rappresenta la possibilità di urlare che la violenza contro le donne è inaccettabile e non può avere giustificazioni e prevederà una staffetta di donne contro la violenza, organizzata dall’UDI (Unione Donne in Italia). La staffetta (un’anfora portata da due donne per volta, che verrà mano a mano riempita di biglietti e messaggi) partirà da Niscemi in Sicilia, dove è morta Lorena e arriverà il 25 novembre dell’anno prossimo a Brescia, dove trovò la morte Hina. Nel frattempo, la staffetta, in un percorso che durerà un anno intero, attraverserà tutte le regioni di Italia e in ogni città verrà accolta con manifestazioni ed eventi.

In attesa di quella data segnalo l’evento di chiusura del festival “La Violenza Illustrata” che avrà luogo stasera a Bologna e che esplorerà il particolare caso di femminicidio che ha interessato Ciudad Juàrez, in Messico, attraverso momenti di riflessione teorica e una variegata pluralità di linguaggi artistici ed espressivi.

Chi invece avesse voglia di leggere una serie di articoli interessanti sulla violenza di genere può usufruire del Dossier Amore e Violenza.

Ci vediamo tutte a Roma il 25!


Transgender Day Of Remembrance

TDOR 2008Oggi, 20 Novembre, si celebra il Transgender Day Of Remembrance. L’evento commemorativo mondiale per ricordare quante/i Transgender sono cadute/i per mano della transomofobia. Esistenze troppe volte sofferte e solitarie, risucchiate dall’odio, uccise barbaramente dal pregiudizio. Unica colpa: essere Transgender.

L’elenco delle vittime in Italia anche per quest’anno è lunghissimo, basti vedere il Dossier che sto realizzando. Il DDL contro la prostituzione recentemente approvato non ha fatto altro che peggiorare la già difficilissima condizione di molt* trans, costrett* a prostituirsi perchè nessuno vorrebbe un trans per un lavoro “normale”, come per esempio quello del/lla  panettier* o dell* segretari*. L’intolleranza del nostro Paese è ulteriormente comprovata dal fatto che in molti casi il Transgender Day Of Remembrance, celebrato in tutto il mondo, è stato “evitato”, o addirittura vietato, come a Brescia. L’odio e la paura per chi pur essendo diverso decide di vivere autenticamente sé stesso in Italia è ancora un reato punibile con la morte!

In questo contesto, il minimo che si può fare è rendere noto il comunicato stampa del Coordinamento Nazionale Associzaioni Trans “Sylvia Rivera” :

Come ogni 20 novembre, da dieci anni a questa parte, la comunità
Transgender internazionale, si trova a dover fare un triste resoconto, la conta
delle persone uccise da un cieco odio transfobico.
Il nostro paese è sempre tristemente presente nella conta delle vittime,
segnale che le azioni svolte dalle istituzioni, contro questo genere di
violenze, non solo risulta insufficiente, ma spesso neanche compreso.
I dati che ci permettono di dare un nome alle persone assassinate, non è che
solo una parte delle vittime.
Ci basiamo solo sulle denunce fatte, sulle rassegne stampa internazionali e
su quanto le singole associazioni riescono a raccogliere direttamente.
In molti paesi l’uccisione di persone transgender passa sotto assoluto
silenzio (ancora in molte nazioni la transessualità è un reato), in altri la
costruzione di una rete informativa trans/LGBTQ è resa impossibile dalle
condizioni poltico/sociali locali e, molto spesso, i familiari cercano di
omettere la condizione transgender delle vittime per vergogna e paura del
giudizio sociale.
Ricordando la storia che ci ha portate/i a commemorare in tutto il mondo
questo giorno, non dobbiamo dimenticare le azioni di tutte quelle persone
che hanno lottato e che lottano tutt’ora per far si che questa lista di persone
uccise sia azzerata, da una politica forte contro la discriminazione e la
violenza,e dalla volontà di tutte/i i cittadini di rendere il nostro mondo
migliore, debellando l’odio verso le differenze di qualsiasi natura esse siano,
rivalutando le stesse come bene prezioso per tutta l’umanità.
In questo giorno,il Coordinamento nazionale Transgender, Sylvia
Rivera, organizzerà veglie e iniziative, in ricordo delle vittime, cercando di
sensibilizzare l’opinione pubblica su questo silenzioso massacro.


IL Coordinamento Nazionale Transgender SYLVIA RIVERA
M.I.T. Movimento identità transgender, IREOS, Circolo Transgender Pink, Associazione Trans
Genere, Gruppo Luna Circolo Maurice, Associazione La Fenice, Associazione Libellula 2001

I siti Arcigay oggi rimarranno oscurati per ricordare le vittime della violenza transfobica.

Nella speranza che le Istituzioni si mobilitino per combattere il clima di odio e violenza che attanaglia il nostro Paese, lascio alle parole della Cortellesi il compito di stimolare il pensiero con intelligenza e non con compassione:

… Scagli la prima pietra!

manopietrauz1Ho ricevuto stamattina questa mail che descrive la brutta esperienza di due ragazze derise e letteralmente prese a sassate a causa del loro orientamento sessuale. Il numero dei casi di violenza, ma soprattutto il silenzio che circola attorno ad essi è disarmante, ma lo è ancora di più vedere che nulla si fa per contrastarli, tanto da far sentire un gruppo di ragazzi quasi autorizzati ad agire in maniera scellerata e crudele!
Il 15 novembre sono andata con una mia amica ad Atlantide a una festa di
finanziamento per la manifestazione che si terrà il 22 novembre a Roma contro
la violenza maschile su donne e lesbiche. Atlantide è un centro sociale di
Bologna che si trova a Porta S. Stefano in cui, per la maggior parte, si
riuniscono e organizzano feste di autofinanziamento i gruppi Antagonismo gay,
Facciamo breccia, Fuoricampo… (http://isole.ecn.org/agaybologna/, per chi non
lo conoscesse)
A un certo punto della serata sono uscita fuori con la mia amica per prendere
aria. A poca distanza da me e la mia amica in quel momento c’era solo un
gruppetto di ragazze. Poco dopo, arrivano due auto che si fermano al semaforo
rosso. Io ero di spalle, quando sento una prima voce, maschile, che urla
“Froci”. Dopo poco vedo dei sassi passarmi a pochi centimetri dal viso, mi giro
e vedo una ragazza che urla “anarchici di merda”. Il semaforo diventa verde e
le due auto partono a tutta velocità. Si vedeva che era un atto premeditato
perché in ognuna delle auto c’erano tre o quattro ragazzi che comunicavano fra
loro visivamente, inoltre la ragazza i sassi li aveva presi già da prima. Senza
contare il fatto che l’uso dell’insulto  “froci” premeditato perché quella sera
c’erano solo donne.
Non sono rimasta ferita, né io né le altre, ma posso dire che la violenza
psicologica l’ho sentita eccome. E anzi, ho cominciato a sentirla di più mano a
mano che ho realizzato, e raccontato. Soprattutto, penso di sentirmi meno
sicura in mezzo a una folla anonima… di aver perso fiducia e in quel momento
ho provato, e continuo a provarlo, un forte senso di impotenza.
E. E., 23 anni
Chi è senza peccato?

Non mi uccise la morte ma due guardie bigotte…

mani-bianche21 Luglio 2001: ricordo nitidamente quel giorno. Ero a Catania, avevo deciso di vedere una rassegna di concerti che si preannunciavano molto belli, tra cui uno per me imperdibile, quello di Patti Smith. Ricordo bene la mattina di quel giorno, la sensazione di congelamento di fronte alle immagini del massacro in televisione, ed il mio pensiero che correva veloce ai miei amici, che al contrario di me avevano superato la paura e deciso di esserci!

Perchè fin dall’inizio si sapeva che il rischio sarebbe stato alto, che la possibilità di scontri, per la presenza dei black-blocks, era fortissima, perchè da oltre un anno si era continuato a montare l’attesa di violenza.. Ma ci sbagliavamo tutti: il rischio c’era, ma proveniva dallo Stato, da coloro che avrebbero dovuto difendere e proteggere i più deboli, i pacifisti, le “mani bianche” di piazza Manin, così come i cortei in giro per il centro.

Eravamo in piazza Manin con i palmi delle mani dipinte di bianco, alzate in alto, per mostrare le nostre assolute buone intenzioni! Saranno trascorsi cinque minuti, il tempo appena di vedere andar via quei ragazzi vestiti di nero, che la polizia ha cominciato a lanciare lacrimogeni. Sembrava di essere in Cile, in piena guerra civile… sono riuscita a proteggermi dalle manganellate dei poliziotti, nascondendomi dietro un’auto!

E’ questo il racconto di una mia carissima amica che era lì in quei giorni, incinta del suo bambino, anche se ancora non lo sapeva, e che è riuscita a sfuggire alla violenza dei poliziotti credo solo per fortuna.

Ma di racconti così, di testimonianze dirette di gente anche molto più grande, da sempre appartenente a gruppi pacifisti come la rete Lilliput, e che lì in quei giorni si mise anche a pregare in gruppo per dimostrare la propria volontà di manifestare pacificamente, ne ho sentiti a fiumi. Ma il minimo comune denominatore per tutti è sempre quello: “la polizia ci caricava all’improvviso, immotivatamente“.

Ecco, per esempio, un’altra testimonianza di ciò che accadde in piazza Manin.

Quei giorni sono rimasti nel cuore e negli occhi di chiunque sia stato direttamente o indirettamente coinvolto. La rabbia per ciò che era successo si trasformò per molti di noi in voglia di fare qualcosa di concreto nella propria vita, in nome della giustizia e della libertà, e tutt’oggi è così. Tutto da allora è stato diverso, come se avessimo scavalcato un limite, un confine che ci separava da un’adolescenza che non voleva andar via e una maturità sbattuta in faccia!

Il ricordo di quelle immagini, la visione di mille interviste di chi in quella Premiata Macelleria Italiana c’era stato e ne era uscito incolume rispetto a molti altri (solo qualche botta e qualche graffio!), la lettura delle pagine di Lorenzo Guadagnucci, giornalista del Resto del Carlino, che all’interno della Diaz fu pestato e trattenuto in stato d’arresto per due giorni all’ospedale Galliera, così come il racconto del carabiniere che pare sparò e uccise Carlo Giuliani, non ha fatto altro che nutrire in tutti questi anni una voglia di verità e giustizia e la volontà di costruire una società più equa.

Gli anni sono trascorsi, tra promozioni dei vertici di polizia e servizi segreti presenti in quei giorni, e coinvolti nel massacro della Diaz, e scoop eclatanti pochi giorni prima della sentenza, ma ieri non hanno trionfato le libertà civili e il dissenso politico, etico, culturale, ha trionfato la legittimazione della violenza per chi dovrebbe invece difendere da essa, ha vinto lo strapotere concesso a un personaggio passato da Capo degli operativi a Capo gabinetto del Viminale e oggi a Capo dei servizi segreti. C’è stata l’assoluzione delle responsabilità personali dei vertici della polizia, il capo dell’Anticrimine Gratteri, il dirigente dell’Aisi Luperi e gli altri funzionari, ed una condanna “dei pesci piccoli”. Ma soprattutto è stata proclamata la morte della libertà e della giustizia.

Quando ieri sera ascoltavo al telegiornale la proclamazione della sentenza, mi sono sentita riproiettata a 7 sette anni fa, a quella giornata così afosa  e contemporaneamente così gelida, e nella mia testa risuonavano queste parole:

I was dreaming in my dreaming
of an aspect bright and fair
and my sleeping it was broken
but my dream it lingered near
in the form of shining valleys
where the pure air recognized
and my senses newly opened
I awakened to the cry
that the people / have the power
to redeem / the work of fools
upon the meek / the graces shower
it’s decreed / the people rule

The people have the power
The people have the power
The people have the power
The people have the power

.. Forse ieri ci hanno cercato l’anima a forza di botte ma so che in sede europea continuerà una battaglia politica e giudiziaria che non puo’ dirsi conclusa con queste assoluzioni, e questa estate sarò a La Maddalena, al prossimo vertice del G8, per vivere in presa diretta, non pretendendo né reclamando l’apertura delle porte della Democrazia, ma costruendole!