La Francia chiede all’ONU la depenalizzazione dell’omosessualità

Vi ricordate cosa affermò qualche mese fa la Carfagna, da poco nominata ministra?

Riporto di seguito: «Sì, i miei amici omosessuali non mi dipingono una realtà così tetra per gli omosessuali del nostro Paese. Per questo, invece, sono pronta a sollecitare il nostro ambasciatore italiano presso le Nazioni Unite perché si faccia portavoce della richiesta della depenalizzazione universale dell’omosessualità». Tale affermazione risale al 19 Maggio 2008 , da allora si è udito di tutto, si sono visti pochi provvedimenti, e nulla comunque a difesa dei diritti degli omosessuali.

A smuovere qualcosa ci ha pensato la giovane ministra francese per i diritti umani Rama Yade che ha spiazzato un po’ tutti alla 61esima conferenza annuale delle organizzazioni non governative che si è tenuta la settimana scorsa al quartier generale dell’Unesco a Parigi. La ministra, infatti, ha intenzione di presentare a dicembre all’ assemblea generale delle Nazioni Unite una bozza di dichiarazione che chieda la decriminalizzazione universale dell’omosessualità, delle leggi antisodomia, quelle contro i rapporti tra persone dello stesso sesso e le leggi contro i presunti atti osceni nei 57 paesi dove queste legislazioni esistono ancora, sperando di ottenere una solenne dichiarazione ,  piuttosto che un voto sulla materia, che difficilmente passerebbe a maggioranza per premere, così, anche sugli oltre ottanta paesi di tutto il mondo che considerano completamente illegale l’ omosessualità,  e singole persone rischiano di essere imprigionate, torturate o condannate a morte.

Già  in Inghilterra il Primo Ministro aveva chiesto la depenalizzazione universale, e all’indomani dalla sua nomina Gordon Brown aveva dichiarato di  voler mettere in campo una strategia internazionale per promuovere i diritti in tuttio il mondo, compresi quelli degli omosessuali, a sostegno dei quali affermò: “Stiamo lavorando e continueremo a lavorare con i nostri partner stranieri e con le organizzazioni nazionali per proteggere i diritti di gay e lesbiche in tutto il mondo”.

La proposta dell’ esecutivo francese di sottoporre una determinazione alle Nazioni Unite segue logicamente la risoluzione dell’ anno scorso del Parlamento europeo a proposito dell'”omofobia” in Europa, che ha avuto come uno dei principali obiettivi polemici la resistenza della Polonia rispetto alla scelta di promuovere delle campagne di educazione nelle scuole per l’ accettazione dell’ omosessualità come un normale orientamento sessuale.

La risoluzione ricordava che il Parlamento Europeo “ha monitorato la proliferazione di affermazioni di odio verso la comunità GLBT in numerosi paesi europei” e che “il Parlamento ha già espresso le sue serie preoccupazioni rispetto alla situazione in Europa e principalmente in Polonia, condannando le dichiarazioni di incitamento alla violenza e alla discriminazione fatte dai leaders del Partito della Lega per la Famiglia Polacca e, principalmente, dal Primo Ministro e dal Ministro dell’ Educazione“.

Oggi in Italia si discute dei DiDoRé, del vittimismo o meno dei gay, o della realizzazione di un contratto per le coppie di fatto omosessuali che prende il nome di “Atto d’Amore”, ma ovvimanete regna il silenzio attorno all’iniziativa della Yade, nonostante durante il governo Prodi ci si mobilitò per la moratoria contro la pena di morte, ma soprattutto nonostante le dichiarazioni di qualche mese fa della nostra Ministra per le Pari Opportunità!

Sarebbe quanto meno logico che da parte dei gruppi della comunità GLTB italiana partisse un impulso o una campagna per appoggiare la moratoria, come segnale forte della volontà di portare avanti il riconoscimento di diritti che sebbene negati dai politici nostrani, tuttavia esistono!

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2 Risposte

  1. A proposito di depenalizzazione: la decriminalizzazione dell’omosessualità in India, nonostante fosse stata già annunciata, è fallita…
    http://noirpink.blogspot.com/2008/09/in-india-lomosessualit-rimane-reato.html

  2. Il Vaticano lascia aleggiare nell’aria il rischio di “più grave discriminazione degli Stati in cui l’unione tra persone dello stesso sesso è vietata”. Rischio gravissimo, certo. Meglio rimanere sul sicuro e tenersi strette le care vecchie discriminazioni, pena di morte compresa…
    http://noirpink.blogspot.com/2008/12/carcere-e-pena-di-morte-per-gli.html

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