E’ con immenso piacere che scrivo oggi questo articolo. E’ stato infatti assegnato a Delia Vaccarello il premio giornalistico 2008 “Sì alle diversità. No alle discriminazioni“ per l’articolo pubblicato sull’Unità il 2 Settembre scorso “Vivere da gay, morire da etero“.
Il riconoscimento intende premiare i giornalisti Web o della carta stampata che tramite il loro lavoro contribuiscono a diffondere nell’opinione pubblica una migliore comprensione dei vantaggi della diversità e della lotta contro la discriminazione.
Gli articoli selezionati sono stati valutati da una prima giuria cui seguirà una europea, che decreterà un vincitore assoluto e il secondo e terzo classificato. Tra i premi vi è la partecipazione a una conferenza o a un seminario sul tema della discriminazione nell’UE, un viaggio a Bruxelles per incontrare funzionari UE, MPE e altre parti rappresentative.
Delia Vaccarello è una giornalista lesbica dell’Unità che da anni cura la sezione “1,2,3… Liberi tutti“, dando voce alla realtà di chi ogni giorno si trova a dover combattere contro i pregiudizi a causa del proprio orientamento sessuale o identità di genere. Da un mese circa la sezione da lei curata si è trasformata in un blog, dando così la possibilità ai lettori di partecipare attivamente alla discussione e di trasformare quello spazio anche in una fucina di idee e scambi di opinione.
L’articolo per il quale è stata premiata, scritto subito dopo l’ incidente aereo di Madrid che ha visto morire tra i tanti lo steward italiano Domenico Riso, il suo compagno e il loro figlio, narra la storia di quattro persone omosessuali che non hanno potuto piangere la morte di un loro caro perchè non riconsciuti dalla società o dai parenti come parte “essenziale” della famiglia di quell’individuo. E la morte così bussa per ben due volte!
“Perché racconta una storia di forte respiro europeo, coinvolgendo Spagna, Francia e Italia, perché evidenzia i ritardi culturali e normativi italiani nel riconoscimento dei diritti e delle libertà individuali, perché l’autrice, giornalista e scrittrice, è uscita dal coro discriminatorio dei media in linea con la sua storia professionale.”
Queste le motivazioni per l’attribuzione del premio e come Delia ha scritto nell’articolo premiato “questa non è «solo» una questione esistenziale. È politica. La politica, in America, in Italia, in tutto il mondo, con scelte precise può far emergere la realtà nascosta, ma viva. O al contrario, con scelte blande o solo di facciata, può lasciarla morire.”
Faccio i miei personali complimenti a Delia che ha veramente meritato di vincere questo premio, per la sensibilità e l’interesse che mostra sempre verso ciò che la circonda o chi si muove per un cambiamento, e per la forza e contemporaneamente la delicatezza delle parole da lei utilizzate!
Adesso la attende la seconda fase del concorso, quella europea, i cui vincitori saranno annunciati all’inizio del 2009. Sono certa che anche la giuria europea rimarrà colpita dalla sensibilità di questa giornalista!
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