Tatami e la discriminazione in Italia

Domenica 12 Ottobre l’omofobia è stata al centro della puntata di Tatami, il talk-show condotto da Camila Raznovich e che va in onda in seconda serata su Rai Tre.

Tra gli ospiti c’erano Luana Zanaga,  agente di polizia  discriminata a causa del suo orientamento sessuale; in collegamento dalla Finlandia, la giornalista Johanna Korhosen, licenziata a causa della sua omosessualità; l’imprenditrice lesbica Daniela Belisario e l’insegnante di storia contemporanea presso l’Università “La Sapienza” di Roma Lucetta Scaraffia.

La trasmissione, che non fa solo del puro giornalismo d’ inchiesta ma anche spettacolo è riuscita comunque a portare in televisione, con realtà diverse da raccontare, un argomento importante e oserei dire anche “difficile”. Basti pensare alla domanda iniziale posta da Camila alla Zanaga:
Lei è lesbica: lo posso dire, non è una parolaccia?”

Lucetta Scaraffia, moglie di Ernesto Galli della Loggia, è la responsabile di “Italiane”, i tre discutibili volumetti stampati dall’allora ministra Prestigiacomo; scrive – ma a che titolo? – di bioetica, femminismo, omosessualità, aborto, eutanasia, morale, ecc.; le sue posizioni sono quelle di Benedetto XVI e della parte più integralista e retriva della chiesa cattolica. Durante la trasmissione ha dichiarato che in Italia non ci sarebbe alcuna discriminazione, le famiglie sono solo quelle con prole e dunque sempre eterosessuali, che i cattolici sono in minoranza e che veniva discriminata dalla prepotenza delle persone favorevoli ai gay; nonostante l’atteggiamento un pò arrogante è stata messa in difficoltà sia dalla presentatrice che dalle ospiti, prima tra tutte l’imprenditrice Belisario, che è riuscita a sostenere egregiamente il contraddittorio con la Professoressa, smantellando la tesi che gli omosessuali non sono discriminati e che già hanno gli stessi diritti come individui secondo quello che è definito nel Diritto Privato. Infatti

“è aberrante pensare che le persone che vivono in una società e quindi nella condivisione del sociale, poi devono pensare nella vita privata o nella propria “famiglia” da individualisti, senza avere l’opportunità come tutti gli altri, di poter scegliere con chicchessia la propria condivisione soltanto perchè amano una persona dello stesso sesso. La lotta per la visibilità va combattuta ogni giorno, in prima persona, senza tirarsi indietro e farsi spaventare.”.

Peccato per la durata, veramente breve, e per il video degli uomini abbandonati dalle loro ragazze per un’altra donna (mancava solo il numero verde sotto!), ma per il resto credo sia stata una puntata interessante.

E’ possibile rivedere uno spezzone della puntata cliccando sul link: Tatami.

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