Sono stata contattata qualche giorno fa da un ragazzo, che mi proponeva di scrivere qualcosa sul suo libro appena uscito.
Ed è per me un piacere ed un onore poter presentare oggi Non sono un alieno, libro esordio di Gabriele Sannino edito da WLM Edizioni.
Gabriele, 30 anni, laureando in Scienze Politiche, ama definirsi uno scrittore – militare, dal momento che é sottuficiale dell’esercito.
“Lo so, è insolito l’accostamento scrittore-militare ma capita anche questo!”
“NON SONO UN ALIENO” è la storia di un ragazzo che non riesce ad accettare la sua omosessualità e che solo attraverso alcuni eventi “inevitabili” della vita e soprattutto grazie all’amore incondizionato di alcune persone riesce alla fine ad accettarsi.
E’ un romanzo autobiografico?
“Purtroppo no! E dico purtroppo perché ho avuto tantissime emozioni quando l’ho scritto, di tuti i generi, e mi sarebbe piaciuto averle vissute per davvero”.
Com’è nata l’idea di scrivere un romanzo?
“Il romanzo l’ho scritto in sei mesi e l’ho completato nel settembre 2008 e – devo veramente definirmi miracolato dato quello che c’è e si sente in giro riguardo l’editoria – son riuscito a pubblicarlo in un mese. Dopo un mese, infatti, ho trovato un editore che ha creduto nel mio progetto sin dall’inizio. Non ci crederai ma l’idea mi è nata da un documentario sull’ufologia… da qui il titolo. Questo documentario parlava del possibile e futuristico contatto della civiltà umana con una “aliena” e si parlava del timore da parte nostra ma non solo, anche da parte loro. In pratica si parlava del fatto che la paura nasceva dalla diversità, che a sua volta deriva dall’ignoranza di non conoscere i rispettivi mondi. Basta avvicinarli quindi, basta conoscerli e il concetto di diversità sparisce. Da qui ho deciso di applicare la cosa al mondo gay..considerato appunto “diverso” in quanto la gente, nei fatti, non lo conosce. Con questo romanzo io vorrei domostrare la “naturalezza” dell’essere gay, tema più volte ripreso nel libro, per dimostrare che i gay non sono degli alieni ma persone perfettamente normali e comuni come si i ncontrerebbero ovunque, dal supermercato al cinema alla discoteca e che vivono storie di vita come tutti. E’ un libro che sottolinea non solo questo, ma anche il difficile rapporto che si ha con sé stessi prima di arrivare a questo concetto di naturalezza, specie in una società come quella italiana, dedita al conservatorismo di non si sa bene che cosa”.
Com’è essere gay e militare?
“L’ambiente militare è omofobico e arretrato ma ci sono comunque dei fari, tant’è vero che alcuni miei colleghi sanno di me e continuano ancora a stimarmi esattamente come prima”.
Prima hai accennato ad alcune difficoltà per la pubblicazione del libro. In che senso?
“Il mio libro non è stato accettato da tutti, e in alcune librerie specie del centro e sud Italia mi è stato detto che – testuali parole – “non accettiamo libri a tematica gay”. Questo avviene nel 2008. Incredibile ma ti assicuro che è vero, specie quando una piccola ma craggiosa casa editrice fa una cosa del genere. Se una grande casa editrice pubblica la solita solfa allora va bene, ma se qualcuno prova a cimentarsi con argomenti un pò più impegnativi allora le difficoltà aumentano!
Quindi se io volessi comprare il tuo libro cosa dovrei fare?
“Se vuoi una copia puoi andare sul sito della casa editrice (WLM edizioni) e fartela mandare a casa tranquillamente senza carte di credito o paypal ma pagando alla consegna. Oppure puoi ordinarlo in qualsiasi libreria che non abbia fatto problemi per la distribuzione”.
Il tuo sembra un romanzo dallo spirito ottimista. Cosa vorresti dire alle persone che non accettano o vivono con difficoltà la propria omosessualità?
“Vorrei dir loro di essere sé stessi e di lasciarsi andare, perchè essere gay è una cosa naturale, non scelta, non voluta, quindi appunto… naturale. Non si può lottare contro la propria natura. Quindi dico “accettatevi e siate finalmente come Dio vi ha creato”.
Auguro un in bocca al lupo a Gabriele e lo ringrazio per avermi dato la possibilità di parlare della sua forza e del suo romanzo che leggerò presto!
Lascio una breve recensione che possa ancor meglio dare l’idea della sua opera:
È una voce spontanea e vivace, quella che ci racconta le vicende di questo romanzo: le parole disinibite e disinvolte di un ragazzo, che mantengono la loro impulsiva freschezza anche quando alle prese con un profondo processo di scoperta e accettazione di se stesso. È un lungo percorso, quello di Walter, che dalle prime prese di coscienza dell’infanzia si snoda fino ad arrivare ai turbamenti della consapevolezza nel periodo delicato dell’adolescenza: il momento in cui ogni persona si trova ad uscire dal bozzolo del proprio io infantile per scoprire e dispiegare le fragili ali della maturità adulta.
Questo racconto può senz’altro essere definito quindi un romanzo di formazione, un tassello di un ricco filone: il percorso dall’innocenza all’esperienza di un giovane uomo, argomento che ha catturato la penna di tanti celebri artisti. Cosa rende quindi unica questa narrazione, quindi?
Walter ci presenta da vicino, ‘in diretta’ la propria esperienza di vita incentrata sulla scoperta della propria omosessualità, da sempre in contrasto con ciò che gli viene presentato come ‘normale’ e – più importante per la sfera emotiva e affettiva di un bambino – con le aspettative della propria madre. Proprio questo aspetto profondamente sensibile ed emotivo della sua personalità lo porterà da una parte ad intuire precocemente la verità sulle proprie inclinazioni, ma dall’altra a combatterle disperatamente nei primi momenti di tale presa di coscienza.
Questa battaglia con se stesso sarà vinta al prezzo di grandi sofferenze, ma gli frutterà anche grandi ricompense: la scoperta, o ‘ri-scoperta’, di persone che ricopriranno un ruolo chiave nella sua vita, che lo aiuteranno a definirla e a definirsi alla luce del loro affetto e sostegno. Come l’amica d’infanzia Benedetta, da sempre complice, che si rivelerà tale anche nelle esperienze più coraggiose, senza che il suo appoggio venga mai meno. E, anche se in un più complesso gioco di luci ed ombre, anche Veronica, che da ‘ragazza-schermo’ di dantesca memoria si rivela essere il dolce sogno irrealizzabile di un amore convenzionale del protagonista, per poi divenirne un qualche modo la ‘donna angelo’ portatrice di una grazia e un amore diversi ma non per questo meno preziosi e sinceri. Per proseguire con gli echi della Divina Commedia, che ruolo riservare alla sorella Agnese se non quello del Virgilio a cui l’anima errante si rivolge per prima come confessore e guida? La forza della saggezza in grado di percorrere al suo fianco una strada ardua e dolorosa, una maturità conquistata con la sofferenza a cui Walter affida i suoi passi incerti.
Anche quando disperso in una selva oscura di dubbi e disperazione, Walter non cammina da solo: il suo viaggio è difficile, in certi punti si troverà a discendere nei propri personalissimi ‘abissi infernali’ con tanto di ombre spettrali che getteranno ulteriori paure sulla sua strada; ma sa che, protetto dalle sue ‘tre donne’, infine riuscirà a raggiungere il Paradiso cui anela.Michela Tafelli
