Riporto di seguito la Dichiarazione sui diritti umani, l’orientamento sessuale e l’identità di genere presentata a New York il 18 Dicembre.
Abbiamo l’onore di fare questa dichiarazione sui diritti umani, l’orientamento sessuale e l’identità di genere, a nome degli Stati firmatari.
1. Riaffermiamo il principio di universalità dei diritti umani, come sancito dalla Dichiarazione Universale dei Diritti Umani il cui 60 ° anniversario ricorre quest’anno, e il cui l’articolo 1 proclama che “tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti”.
2. Ribadiamo che ogni persona ha diritto al godimento dei diritti umani, senza distinzione di alcun tipo, come la razza, il colore, il sesso, la lingua, la religione, l’ opinione politica o altro, l’ origine nazionale o sociale, la proprietà, la nascita o altro status, come stabilito dall’articolo 2 della Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo e dall’articolo 2 del Patto Internazionali sui diritti civili e politici, economici, sociali e culturali, nonché dall’articolo 26 del Patto Internazionale sui diritti civili e politici.
3. Riaffermiamo il principio di non discriminazione, che afferma che i diritti umani si applichino ad ogni essere umano indipendentemente dall’orientamento sessuale o dall’identità di genere.
4. Siamo profondamente preoccupati per le violazioni dei diritti umani e delle libertà fondamentali sulla base dell’orientamento sessuale o dell’identità di genere.
5. Siamo anche turbati dalla violenza, le molestie, le discriminazione, l’esclusione, la stigmatizzazione e il pregiudizio diretti contro le persone in tutti i Paesi del mondo a causa dell’orientamento sessuale o dell’identità di genere, e che tali pratiche compromettano l’integrità e la dignità delle persone sottoposte a questi abusi.
6. Condanniamo le violazioni dei diritti umani sulla base dell’orientamento sessuale o dell’identità di genere, ovunque si verifichino, in particolare l’uso della pena di morte per questo motivo, le esecuzioni extragiudiziali, sommarie o arbitrarie, la pratica della tortura e altre crudeltà, o pene crudeli, i trattamenti o le punizioni inumane e degradanti, gli arresti arbitrari e la detenzione o la privazione di diritti economici, sociali e culturali, compreso il diritto alla salute.
7. Ricordiamo la dichiarazione del 2006 prima che il Consiglio dei diritti umani dei 54 paesi chiedesse al Presidente del Consiglio di fornire l’opportunità, in un’ appropriata sessione futura del Consiglio, per discutere di queste violazioni.
8. Lodiamo l’attenzione prestata a questi temi da procedure speciali del Consiglio per i diritti umani e dai trattati e li incoraggiamo a continuare a integrare le considerazioni sulle violazioni dei diritti umani basate sull’orientamento sessuale o l’identità di genere all’interno del loro pertinenti mandati.
9. Accogliamo con favore l’adozione della risoluzione AG / RES. 2435 (XXXVIII-O/08) sul tema “i diritti umani, l’orientamento sessuale, identità di genere” dell’ Assemblea generale dell’Organizzazione degli Stati americani durante la sua 38 ª sessione in 3 giugno 2008.
10. Invitiamo tutti gli Stati e i rilevanti meccanismi internazionali per i diritti umani ad impegnarsi a promuovere e tutelare i diritti umani di tutte le persone, indipendentemente dall’orientamento sessuale e dall’identità di genere.
11. Chiediamo agli Stati membri di adottare tutte le misure necessarie, in particolare legislative o amministrative, al fine di garantire che l’orientamento sessuale o l’identità di genere non possano in alcun caso essere motivo di sanzioni penali, in particolare di esecuzioni, arresti o detenzione.
12. Chiediamo agli Stati membri di garantire che le violazioni dei diritti umani basate sull’orientamento sessuale o l’ identità di genere siano indagati e gli autori ritenuti responsabili e assicurati alla giustizia.
13. Chiediamo agli Stati membri di garantire un’adeguata protezione dei difensori dei diritti umani, e di rimuovere gli ostacoli che impediscono loro di svolgere adeguatamente il loro lavoro sulle questioni dei diritti umani, dell’orientamento sessuale e dell’identità di genere.
Maxime Verhagen
• Ministro degli Affari Esteri, Paesi Bassi
Rama Yade
• Ministro di Stato incaricato degli Affari Esteri e dei diritti umani.
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L´Osservatore Romano attacca l´iniziativa della Ministra francese per i diritti umani Rama Yade per l´abolizione delle legislazioni repressive verso i gay. Alla base di questo attacco ci sarebbe, secondo il Vaticano, la messa a rischio della libertà religiosa, poichè la proposta «non propone la depenalizzazione dell’omosessualità nei Paesi in cui è ancora reato, ma promuove una ideologia, quella dell´identità di genere e dell´orientamento sessuale».
E’ probabile che oggi venga letta la dichiarazione sull’ orientamento sessuale e sull’identità di genere.
Ecco quanto riportato da
La Segretaria di Stato per i diritti umani francese, Rama Yade, si recherà al quartier generale delle Nazioni Unite questa settimana per “promuovere” un progetto di dichiarazione sulla depenalizzazione dell’omosessualità fortemente osteggiato dal Vaticano.
E’ con immenso piacere che scrivo oggi questo articolo. E’ stato infatti assegnato a
Il direttore della Sala Stampa Vaticana, Padre Federico Lombardi, nel corso della presentazione del Messaggio per la pace del Papa avrebbe affermato: «La Chiesa è certa per una depenalizzazione della omosessualità, non è per riconoscere leggi penali che considerino crimine l’omosessualità».
Due brevi per aggiornare sull’andamento della proposta:
Ho seguito per una mezz’ora oggi pomeriggio “L’Italia sul Due”, dove si parlava di omosessualità e della proposta di decriminalizzazione. Tra gli ospiti c’erano anche
Domani 10 Dicembre 2008 ricorrerà il sessantesimo anniversario della dichiarazione dei Diritti dell’Uomo. Non é casuale che proprio domani in America si svolgerà il “
