Sin dal mattino, la testa ancora vòlta verso la parete, e prima ancora d’aver visto, sopra i grandi tendaggi della finestra, di qual colore fosse la striscia luminosa del giorno, sapevo già che tempo faceva. Me lo avevano appreso i primi rumori della strada, secondo che mi giungevano smorzati e deviati dall’umidità o vibranti come frecce nell’area risonante e vuota d’un mattino spazioso, glaciale e puro; sin dal rotolío del primo tram, avevo intuito se se ne stava intirizzito nella pioggia o se era in partenza per l’azzurro (M. Proust).
Dopo mesi di silenzio torno a scrivere. E torno come da un viaggio in fondo mai interrotto, a volte faticoso, altre doloroso ma che in fondo ha ingrandito il mio fagottino di esperienze e di coraggio, di voglia di andare avanti e non fermarmi mai.
Colpita anch’io dalla “crisi”, forse più da una crisi dei valori che economica, mi sono ritrovata a naufragare nel mare dei disoccupati e dei confusi! Ma ho deciso di vivermi questo tempo cercando di allontanare le ansie, per quanto possibile, e di accogliere tutto ciò che di positivo poteva arrivare. Ho così scelto di intraprendere il “viaggio dell’asinello” e di muovermi più lentamente, cercando di non ragionare troppo su tutti i nuovi cambiamenti ma di seguirli, comprendendo che nella vita possiamo trovare altre alternative e vivere con più serenità ciò che ci accade. Provo così, ancora ora, ad imparare ad aprirmi a modi di vedere e di pensare a cui non ero abituata per scoprire nuove opportunità.
E di cose belle in fondo me ne sono successe.
Il progetto dell’ osservatorio si é ingrandito e l’idea di fare rete é diventata realtà. Altri progetti stanno decollando pian piano, ed anche se ancora non ho un lavoro mi sento in cammino e carica di energie!
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