Un anno duro e difficile volge al termine. Le discriminazioni, le violenze, i non riconoscimenti da parte di chi di dovere sono stati numerosissimi. L’anno che sta per venire sarà un anno di lotta, per difendere con le unghie e i denti il diritto stesso a un’esistenza dignitosa.
Per questo motivo lascio l’augurio di Brecht “che i vinti di oggi” sappiano trovare la forza per diventare “i vincitori di domani” e che nuove illusioni non prendano il posto delle vecchie.
L’ingiustizia oggi cammina con passo sicuro.
Gli oppressori si fondano su diecimila anni.
La violenza garantisce: Com’è, così resterà.
Nessuna voce risuona tranne la voce di chi comanda
e sui mercati lo sfruttamento dice alto: solo ora io comincio.
Ma fra gli oppressi molti dicono ora:
quel che vogliamo, non verrà mai.
Chi ancora è vivo non dica: mai!
Quel che è sicuro non è sicuro.
Com’è, così non resterà.
Quando chi comanda avrà parlato,
parleranno i comandati.
Chi osa dire: mai?
A chi si deve, se dura l’oppressione? A noi.
A chi si deve, se sarà spezzata? Sempre a noi.
Chi viene abbattuto, si alzi!
Chi è perduto, combatta!
Chi ha conosciuto la sua condizione, come lo si potrà fermare?
Perché i vinti di oggi sono i vincitori di domani
e il mai diventa: oggi!
Archiviato in : myopinion Messo il tag: | 2009, auguri, diritti, giustizia, sogno


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