Concia Vs. Carfagna, ovvero delle “altre” Opportunità!

Parigi, 30 Settembre 2008. Il Ministro per le Pari Opportunità, in Francia per il secondo vertice UE dell’eguaglianza, annuncia un grande piano di conciliazione tra vita familiare e professionale delle donne, descrivendo poi i provvedimenti già in atto per rendere effettiva in Italia la parità tra uomo e donna e l’assenza di discriminazioni. Tuttavia, sulla possibilità, garantita in diversi paesi europei, di contrarre matrimonio tra persone delle stesso sesso, la Carfagna ha ribadito di essere contraria:

“Credo che la famiglia sia quella fondata sull’unione tra un uomo e una donna, con l’obiettivo di garantire l’ordine delle generazioni e la prosecuzione della specie”. “Sono invece d’accordo”, ha aggiunto, “per garantire gli stessi diritti alle persone omosessuali che decidono di vivere insieme. Non c’e’ nessuna intenzione da parte mia e del governo di discriminarli”, ha detto, aggiungendo che il suo ministero ha allo studio “una norma che possa prevedere aggravanti nel caso in cui si commettano atti di violenza soltanto allo scopo di discriminare una persona per il suo orientamento sessuale. Il matrimonio e’ un’altra cosa, ma c’e’ l’intenzione nel governo di garantire agli omosessuali quei diritti che non sono ancora garantiti, come quello di subentrare nel contratto di locazione, di andare a trovare il partner in ospedale e in carcere (i DiDoRé n.d.r.).”

Insomma, nulla di nuovo sul fronte diritti, se non fosse che proprio ieri l’On Paola Concia ha presentato in Commissione Giustizia della Camera dei Deputati la Relazione sulla Proposta di Legge “Disposizioni in materia di reati commessi per finalità di discriminazione o di odio fondati sull’orientamento sessuale o sull’identità di genere”.

Con un unico articolo, la proposta di legge introduce specifiche misure contro il reato di omofobia, ovvero motivato dall’odio verso le persone lesbiche, gay, bisessuali, transessuali. Di fatto, viene aggiunta la fattispecie della discriminazione per ragioni di orientamento e identità sessuale al testo della “legge Mancino”, che già punisce l’istigazione e i delitti motivati dall’odio etnico, religioso e razziale. E’ stata la Presidente Giulia Bongiorno (PdL) ad affidare l’incarico di relatrice per il PdL per la proposta di legge sul reato di omofobia all’On. Anna Paola Concia, deputata del PD, prima firmataria del testo. A questo proposito, l’On. Concia ha dichiarato: “Succede di rado che un esponente dell’opposizione sia nominata relatrice per una proposta di legge. Sono onorata dell’incarico. Il gesto della collega Bongiorno esprime una fiducia politica che metterò al lavoro”. Con questa proposta l’Italia si adegua alla risoluzione “Sull’omofobia in Europa”, (n.0018/2006), del Parlamento Europeo, approvata il 18 gennaio 2006, a larga maggioranza, con voto favorevole di gran parte dei membri del Partito popolare. La risoluzione parifica l’omofobia e la transfobia (odio verso le persone transessuali) al razzismo, al sessismo e all’antisemitismo. La risoluzione invita invitato gli Stati a prendere misure di carattere penale per contrastare il fenomeno. L’intento è stato ribadito anche nel 2007 con un nuovo atto dai simili contenuti. Francia, Germania, Norvegia, Svezia, Olanda, sono solo alcuni degli stati che hanno già adottato le misure caldeggiate dal Parlamento Europeo.
Secondo i dati forniti dall’Arcigay, tra il 2006 e il 2007 si sono registrati almeno 43 reati tra omicidi, violenze e atti vandalici che hanno causa nell’odio omofobico. Nel 2008, solo nella città di Roma, sono stati commessi almeno sette gravi atti di violenza omofobica.

A questo punto, secondo voi, di chi sono queste parole?

“I diritti delle persone omosessuali sono un valore di democrazia e civiltà. E’ interesse di un Paese moderno dotarsi di strumenti adeguati per arginare e reprimere atti di razzismo che offendono la dignità dei singoli e lo spirito della Costituzione”.

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