Omofobia e silenzio.

A Napoli una giovane lesbica è stata aggredita e sfregiata in piazza Bellini.

Facendo un giro sul web pare che una sola testata giornalistica non GLTB abbia riportato la notizia ( http://news.kataweb.it/item/485412/napoli-ragazza-lesbica-sfregiata-da-un-ultras ), e questo silenzio appare davvero molto grave.

E` successo venerdì notte nella centralissima piazza Bellini: un giovane, infastidito da una coppia di ragazze, si è tolto i pantaloni, ha cominciato ad insultarle gridando: “lo vuoi il pisello? Lo vedi lesbica di merda?”, e ne ha sfregiato una con un bicchiere.

“Sconcertante l`assenza di denuncia”, ha commentato la presidente di Arcilesbica Napoli Giordana Curati.
E’ successo tra le 2 e le 3 di venerdì notte, ad un anno esatto dalla sassaiola degli ultras napoletani contro un gruppo di gay che sostavano sempre in piazza Bellini a Napoli. Una giovane era in compagnia della sua fidanzata e di altri amici, quando all’improvviso un ragazzo, probabilmente infastidito dagli atteggiamenti affettuosi della coppia, si è avventato su di loro: “Era fuori di testa, si vedeva lontano un miglio – ha raccontato un testimone presente all’accaduto – si è staccato dal suo gruppo e come una furia si è avvicinato a quelle ragazze. Io lo vedevo di spalle: si è abbassato i pantaloni e le mutande e ha cominciato ad urlare insulti e volgarità”.
Alcune ragazze presenti hanno provato addirittura a scappare, ma il giovane le ha inseguite. “Alcune ragazze del gruppo hanno risposto alle provocazioni – racconta un’altra testimone – e lui, completamente invasato, le ha aggredite fino ad afferrare un bicchiere e scaraventarlo contro una di loro chiamandola “lesbica di merda”. La ragazza, giovanissima, sanguinava: aveva un taglio profondo tra il naso e la fronte e un altro sopra la bocca. A quel punto sono intervenuti alcuni amici dell’aggressore che, capita la gravità della situazione, hanno cercato di calmare le acque, hanno immobilizzato il loro amico e lo hanno portato via”.
La giovanissima vittima è stata poi dissuasa da alcuni presenti dal denunciare l’accaduto alle forze dell’ordine per non “mettere i suoi affari in piazza”. A denunciare invece la gravità del fatto è la presidente di Arcilesbica Napoli Giordana Curati: “l’assenza di denuncia è uno degli elementi più sconcertanti di questa vicenda. – ha commentato – È grave che anzichè supportare queste ragazze, i presenti le abbiano scoraggiate soprattutto se è successo per ragioni “commerciali”. Sarebbe stato utile anche un esposto in forma anonima: la polizia ha già in passato monitorato la piazza per episodi analoghi. (…) Inoltre va detto che all’assenza di qualsiasi forma di intervento politico per l’integrazione si sono aggiunti tanti interventi pubblici contro i gay che hanno creato anche un senso di legittimazione a compiere violenze del genere”.

[ via http://www.gay.tv ]

Di seguito la risposta di Arcilesbica:

Ecco l’omofobia legittimata: “La politica è responsabile”.

La deriva omofoba arriva alla vigilia di una manifestazione (già programmata) di Arcilesbica, arcigay, I Ken e Mit contro l’intolleranza e l’ignoranza. «Sono molto preoccupata – confessa la presidente di arcilesbica Giordana Curati – e mi inquieta questa diffusa convinzione dell’inutilità della denuncia.

Un atto come quello capitato venerdì non può restare impunito. soprattutto perchè i “personaggi” della piazza li conoscono tutti e quindi l’autore di questo episodio che sfiora la molestia sessuale oltre che le lesioni, può essere individuato. In genere sono ragazzi che a loro volta vivono situazioni di marginalità e disagio. Inoltre va detto che all’assenza di qualsiasi forma di intervento politico per l’integrazione si sono aggiunti tanti interventi pubblici contro i gay che hanno creato anche un senso di legittimazione a compiere violenze del genere. Eppure la ministra per le pari opportunità in una delle sue prime uscite disse che l’omofobia non esiste”».

Urla dal Web. Libertà di espressione e caso Carlo Ruta

La condanna per stampa clandestina comminata allo storico e giornalista Carlo Ruta merita una risposta compatta e corale.

Secondo il giudice Patricia Di Marco il blog Accadeinsicilia era addirittura un giornale quotidiano.

Il testo della sentenza emessa dal giudice Patricia Di Marco, che per la prima volta in Italia e in Europa ha condannato per stampa clandestina il curatore di un blog, non solo legittima la preoccupazione e la protesta che si sono levati dalle rete e dal paese negli ultimi mesi, ma offre ulteriori motivi di allarme. Come attestano le carte processuali e le note informative della polizia postale di Catania, la periodicità regolare di “Accadeinsicilia” non è stata assolutamente provata. Non poteva esserlo del resto, trattandosi di un normale blog. Il giudice conclude nondimeno che il sito citato non era soltanto un periodico: era addirittura un giornale quotidiano, condotto in clandestinità. Un assurdo, evidentemente: ma per far quadrare il circolo di una condanna necessaria, a dispetto della discontinuità di pubblicazione che emergeva dai dati, non ci poteva essere altra soluzione.

Tale fatto giudiziario viene da un contesto difficile. Come testimoniano numerosi eventi, alcuni poteri forti della Sicilia, sottoposti a critica, stanno facendo il possibile per far tacere Carlo Ruta, reo solo di credere nel proprio lavoro di ricerca e documentazione. Basti dire che solo negli ultimi mesi sono state inflitte allo storico ben quattro condanne, a pene pecuniarie e risarcimenti ingentissimi, per complessivi 97 mila euro, presso tre tribunali della regione. La gravità della condanna di Modica, pur rappresentativa del “senso della giustizia” che vige in taluni ambiti della frontiera siciliana, va comunque ben oltre gli scenari di riferimento, recando un naturale riscontro nell’attuale situazione politica, che sempre più pone in discussione le libertà sancite dall’ articolo 21 della Costituzione.

Lontana dai motivi di una vera democrazia, ma prossima alle logiche che vigono a Teheran e a Pechino, la sentenza siciliana apre di fatto un varco pericolosissimo, offrendo ai potentati italiani, sempre più timorosi della libertà sul web, un precedente per poter colpire i blogger scomodi, i siti che fanno informazione libera, documentazione, inchiesta.

E’ quindi importante che la risposta a tale atto, già imponente in rete e significativa in altri ambiti, si estenda ulteriormente.

Giovanna Corradini (redattrice)
Nikos Klitsikas (storico – Grecia)
Paolo Fior (giornalista)
Nello Lo Monaco (geologo)
Vincenzo Gerace (cancelliere)
Roberto S. Rossi (giornalista)
Carlo Gubitosa (giornalista scrittore)
Carla Cau (associazionismo ragusano)
Serena Minicuci (giornalista)
Vincenzo Rossi (giornalista)
Teodoro Criscione (studente)
Antonella Serafini (giornalista)

Per contatti e informazioni: accadeinsicilia@tiscali.it
Cell. 3474862409
www.giornalismi.info/vocilibere
Per testimonianze: carlo.ruta[at]tin.it

[ via http://www.0932blog.it ]

First Time

Dopo vari tentennamenti e rimandi, dopo letture e riletture, finalmente ho deciso di provarci anch’io aprendo un blog in cui poter dire la mia! E speriamo vada bene!! :)

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